Passeggiando tra i vicoli di Parma

parmatradizioneinnovazionepostinaugurazione“Mangiare è incorporare un territorio” – Jean Brunhes

 

 

Parma, detta anche la piccola Parigi, è un’elegante e graziosa cittadina emiliana conosciuta sì per la sua storia, la sua architettura e la sua opera lirica, ma conosciuta anche per i suoi innumerevoli prodotti enogastronomici.

Parma è infatti considerata una delle capitali europee della buona cucina, tant’è che nel 2003 è stata scelta come sede permanente dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Passeggiando tra i vicoli storici di Parma sarete immersi in un esperienza unica, dove potrete alternare alla visita del Duomo, con la sua cupola affrescata dal Correggio, una pausa golosa, facendo magari una degustazione di Prosciutto di Parma o di Parmigiano Reggiano; potrete poi esplorare la Chiesa di Santa Maria della Steccata, o il Teatro Regio, luogo in cui il mitico Giuseppe Verdi  ha portato in scena le sue opere, per poi accomodarvi  a tavola per un piatto di cappelletti in brodo, o di tortelli d’erbetta; potrete visitare il meraviglioso Teatro Farnese, o semplicemente perdervi tra i vicoli di questa città che ad ogni angolo nasconde una sorpresa, sia essa un’opera d’arte ,o un profumo che sa di tradizione.

Ricca infatti di profumi antichi, Parma vi sorprenderà con la sua tradizione culinaria che spazia dagli antipasti ai dolci e che è caratterizzata da prodotti della più alta eccellenza italiana.

Uno degli antipasti più famosi è la torta fritta: una sorta di gnocco fritto della quale esiste una serie veramente ampia di varianti. Consiste in un impasto di farina, acqua o latte, burro o strutto, sale e lievito che viene fritto in strutto bollente e che, pur nella sua semplicità, ha innumerevoli versioni.

Il risultato è comunque un antipasto gustosissimo, da accompagnare ai salumi tipici della zona come il prosciutto di Parma, il culatello di Zibello, la Coppa di Parma, il Salame di Felino (così chiamato poiché prodotto nel paese di Felino) e la Spalla Cotta.

Parlando di primi piatti invece, gli anolini in brodo ed i tortelli d’erbetta sono forse quelli più apprezzati dell’intero panorama gastronomico parmigiano. La sfoglia per queste paste è tirata ancora a mano con la “canéla” (matterello), affinché resti abbastanza ruvida per assorbire il condimento. Questa sfoglia spesso anche nei ristoranti viene ancora tirata a mano dalle “rezdore”, ossia le vere cuoche parmigiane, che, con i loro piatti ricchi e gustosi, invitano a riscoprire il piacere della tavola e della loro pasta sfoglia all’uovo.

Come per la torta fritta, anche per i cappelletti ed i tortelli d’erbetta le varianti sono numerosissime, ciò che però accomuna tutte le ricette è l’abbondate dose di Parmigiano Reggiano.

Generalmente viene consumato grattugiato o a scaglie ma, come nel caso degli anolini o dei tortelli, può anche diventare un gustosissimo ingrediente per la produzione dei piatti più disparati.

Tra i primi della tradizione vediamo anche le classiche tagliatelle o tagliolini all’uovo e la bomba o savarin di riso.

Parlando di parmigiano Reggiano, passiamo ai secondi della tradizione parmigiana, come la punta di vitello arrosto o la famosa rosa di Parma, due arrosti nettamente diversi nei loro sapori ma anch’essi accomunati dalla presenza dell’immancabile formaggio che ha portato la città di Parma ad essere conosciuta in tutto il mondo.

Il Parmigiano Reggiano infatti è forse il formaggio più conosciuto ed imitato nel mondo!

Arriviamo infine ai dolci: la pasticceria parmigiana offre varie torte, ma tra le ricette più tipiche vediamo: il castagnaccio, una specie di torta ottenuta con farina di castagne; le chiacchiere, dolcetti di carnevale realizzati con pasta frolla fritta e cosparsa di zucchero a velo; la spongata, dolce originario della Bassa Parmense preparato con miele, noci, pinoli, uvetta e canditi. 
In occasione della festa del patrono, vengono realizzate le scarpette di S. Ilario, biscotti di pasta frolla a forma di scarpa decorati con glassa colorata e granella di zucchero.

In abbinamento a tutte queste tradizionali pietanze non possiamo far mancare i loro altrettanto tradizionali vini.

Primo fra tutti il Lambrusco. Si tratta del vino predominante in tutto il territorio parmigiano, ed è un rosso scuro leggermente aspro, caratterizzato da una media gradazione alcolica. Il Lambrusco è un prodotto DOP che alcuni fanno risalire anche a duemila anni fa e che insieme al Prosecco ed all’Asti è il vino italiano più venduto al mondo.

Un altro vino particolarmente noto è il Malvasia dei Colli di Parma, un vino DOC bianco frizzante che può essere secca o dolce, adatta quindi anche ad accompagnare i dolci della tradizione.

Passeggiare tra i vicoli di Parma è dunque un’esperienza a tuttotondo che vi colmerà gli occhi, il cuore, l’anima e la pancia.

 

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