Che cosa è Smartfoody?

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Prendete due amici, un sogno, una passione comune, voglia di fare, un garage, inventiva ed un pizzico d’incoscienza ed avrete la ricetta perfetta per un’idea che potrebbe rivoluzionare il vostro rapporto con il cibo.

Nasce cosi l’avventura di Giampaolo Savina e Federico Conti, da due passioni comuni, quelle per cibo italiano di alta qualità e per la tecnologia, dalla voglia di fare qualcosa di diverso da quello che era il loro lavoro da anni, dalle innumerevoli chiacchierate fatte in un garage sgangherato tra un bicchiere di vino e l’altro e dal talento, che li ha portati a formulare un’idea che sfida lo status quo dell’industria alimentare.

Questa azienda nasce dal desiderio di voler mantenere le tradizioni e la qualità del cibo italiano che ha reso la nostra terra famosa in tutto il mondo, anche in una società frenetica e priva ormai di tempo come quella di oggi.

Come fare però a mantenere questa qualità se il tempo a disposizione è sempre meno?

Se non abbiamo il tempo di andare a fare la spesa, come possiamo avere il tempo di servire piatti freschi e gustosi?

L’unica cosa che ci rimane da fare è scendere a dei compromessi e magari acquistare cibo preconfezionato o da fast-food che ci permette di risparmiare tempo e di poter dedicare quel poco che ci rimane ad amici, amori e famiglia rinunciando però al gusto.

E` da questo desiderio che Giampaolo e Federico hanno creato Smartfoody: il desiderio di passare più tempo di qualità con le persone che amano senza però accontentarsi di mangiare qualcosa di raffazzonato ed insapore o senza spendere ore davanti ai fornelli.

Smartfoody offre un nuovo twist al concetto di cucina e di cibo, e da` la possibilità di ricevere direttamente a casa le più alte qualità dei prodotti regionali italiani in un semplice click.

Piatti freschi, gustosi, ricercati e soprattutto di altissima qualità, consegnati direttamente a casa tua.

Con Smartfoody si potranno scoprire nuovi sapori, imparare nuove ricette e rendere più semplice e soddisfacente il modo in cui mangiamo a casa.

Le ricette si presentano quasi sempre sotto forma di semi lavorato, in cui tu dovrai solo dare il tocco finale. In questo modo potrai avere più tempo da trascorrere comodamente a tavola con i tuoi amici o con la tua famiglia senza però rinunciare ai piaceri della tavola.  Inoltre, niente più viaggi imprevisti e di corsa al supermercato!

Ma Smartfoody non si ferma qui; oltre ad un’attenzione sul prodotto del territorio, ed a creare rapporti stretti direttamente con i produttori attentamente selezionati, Smartfoody ha inoltre un occhio di riguardo per l’ambiente.

Infatti gli imballi ed i contenitori che si riceveranno ad ogni consegna non saranno uno spreco costante da gettare nella spazzatura, ma potranno essere rispediti gratuitamente al mittente ogni tre ordini fatti con Smartfoody. In questo modo voi non solo avrete la coscienza pulita evitando tale spreco, ma potrete inviare tutto al mittente gratuitamente ottenendo uno sconto sull’ordine successivo.

Insomma Smartfoody ha pensato proprio a tutto.

L’unica cosa che vi rimane da fare è scegliere, ordinare, gustare e condividere!

 

Passeggiando tra i vicoli di Parma

parmatradizioneinnovazionepostinaugurazione“Mangiare è incorporare un territorio” – Jean Brunhes

 

 

Parma, detta anche la piccola Parigi, è un’elegante e graziosa cittadina emiliana conosciuta sì per la sua storia, la sua architettura e la sua opera lirica, ma conosciuta anche per i suoi innumerevoli prodotti enogastronomici.

Parma è infatti considerata una delle capitali europee della buona cucina, tant’è che nel 2003 è stata scelta come sede permanente dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Passeggiando tra i vicoli storici di Parma sarete immersi in un esperienza unica, dove potrete alternare alla visita del Duomo, con la sua cupola affrescata dal Correggio, una pausa golosa, facendo magari una degustazione di Prosciutto di Parma o di Parmigiano Reggiano; potrete poi esplorare la Chiesa di Santa Maria della Steccata, o il Teatro Regio, luogo in cui il mitico Giuseppe Verdi  ha portato in scena le sue opere, per poi accomodarvi  a tavola per un piatto di cappelletti in brodo, o di tortelli d’erbetta; potrete visitare il meraviglioso Teatro Farnese, o semplicemente perdervi tra i vicoli di questa città che ad ogni angolo nasconde una sorpresa, sia essa un’opera d’arte ,o un profumo che sa di tradizione.

Ricca infatti di profumi antichi, Parma vi sorprenderà con la sua tradizione culinaria che spazia dagli antipasti ai dolci e che è caratterizzata da prodotti della più alta eccellenza italiana.

Uno degli antipasti più famosi è la torta fritta: una sorta di gnocco fritto della quale esiste una serie veramente ampia di varianti. Consiste in un impasto di farina, acqua o latte, burro o strutto, sale e lievito che viene fritto in strutto bollente e che, pur nella sua semplicità, ha innumerevoli versioni.

Il risultato è comunque un antipasto gustosissimo, da accompagnare ai salumi tipici della zona come il prosciutto di Parma, il culatello di Zibello, la Coppa di Parma, il Salame di Felino (così chiamato poiché prodotto nel paese di Felino) e la Spalla Cotta.

Parlando di primi piatti invece, gli anolini in brodo ed i tortelli d’erbetta sono forse quelli più apprezzati dell’intero panorama gastronomico parmigiano. La sfoglia per queste paste è tirata ancora a mano con la “canéla” (matterello), affinché resti abbastanza ruvida per assorbire il condimento. Questa sfoglia spesso anche nei ristoranti viene ancora tirata a mano dalle “rezdore”, ossia le vere cuoche parmigiane, che, con i loro piatti ricchi e gustosi, invitano a riscoprire il piacere della tavola e della loro pasta sfoglia all’uovo.

Come per la torta fritta, anche per i cappelletti ed i tortelli d’erbetta le varianti sono numerosissime, ciò che però accomuna tutte le ricette è l’abbondate dose di Parmigiano Reggiano.

Generalmente viene consumato grattugiato o a scaglie ma, come nel caso degli anolini o dei tortelli, può anche diventare un gustosissimo ingrediente per la produzione dei piatti più disparati.

Tra i primi della tradizione vediamo anche le classiche tagliatelle o tagliolini all’uovo e la bomba o savarin di riso.

Parlando di parmigiano Reggiano, passiamo ai secondi della tradizione parmigiana, come la punta di vitello arrosto o la famosa rosa di Parma, due arrosti nettamente diversi nei loro sapori ma anch’essi accomunati dalla presenza dell’immancabile formaggio che ha portato la città di Parma ad essere conosciuta in tutto il mondo.

Il Parmigiano Reggiano infatti è forse il formaggio più conosciuto ed imitato nel mondo!

Arriviamo infine ai dolci: la pasticceria parmigiana offre varie torte, ma tra le ricette più tipiche vediamo: il castagnaccio, una specie di torta ottenuta con farina di castagne; le chiacchiere, dolcetti di carnevale realizzati con pasta frolla fritta e cosparsa di zucchero a velo; la spongata, dolce originario della Bassa Parmense preparato con miele, noci, pinoli, uvetta e canditi. 
In occasione della festa del patrono, vengono realizzate le scarpette di S. Ilario, biscotti di pasta frolla a forma di scarpa decorati con glassa colorata e granella di zucchero.

In abbinamento a tutte queste tradizionali pietanze non possiamo far mancare i loro altrettanto tradizionali vini.

Primo fra tutti il Lambrusco. Si tratta del vino predominante in tutto il territorio parmigiano, ed è un rosso scuro leggermente aspro, caratterizzato da una media gradazione alcolica. Il Lambrusco è un prodotto DOP che alcuni fanno risalire anche a duemila anni fa e che insieme al Prosecco ed all’Asti è il vino italiano più venduto al mondo.

Un altro vino particolarmente noto è il Malvasia dei Colli di Parma, un vino DOC bianco frizzante che può essere secca o dolce, adatta quindi anche ad accompagnare i dolci della tradizione.

Passeggiare tra i vicoli di Parma è dunque un’esperienza a tuttotondo che vi colmerà gli occhi, il cuore, l’anima e la pancia.

 

La Rosa di Parma – Un buquet di tradizione –

rosadiparma“La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella”  – Anthelme Brillat-Savarin

 

La rosa di Parma è uno dei secondi piatti più tradizionali delle zone di Parma. Una ricetta apparentemente semplice, ma che rappresenta una vera e propria sintesi dei prodotti d’eccellenza del Parmense. La rosa di Parma, infatti, racchiude in sé i sapori del prosciutto di parma, del Parmigiano Reggiano e del Lambrusco. Tre ingredienti che, anche da soli, contribuiscono a far diventare qualsiasi pietanza un piatto di alta gastronomia.

Un tris all’insegna del gusto che fa la gioia di tutte le buone forchette.

Come dicevo, la ricetta sembra piuttosto facile da preparare, ma in realtà i segreti ed i trucchi per ottenere una rosa di Parma ad opera d’arte non sono pochi e vanno dall’equilibrio tra gli ingredienti, la giusta rosolatura e la cottura che mantenga il filetto di manzo a cottura media , quindi rosa, nella parte centrale.

Il filetto viene aperto a libro, battuto con il batticarne e viene poi salato e pepato. Al suo interno poi vengono stesi il prosciutto di Parma e il parmigiano a scaglie; viene poi arrotolato, fissato con uno spago e rosolato in una casseruola per una decina di minuti, avendo però cura di non forarlo. Ma il segreto è nei dettagli: oltre ai sapori inconfondibili del prosciutto e del formaggio, il gusto della rosa e dato dall’aggiunta di aglio, rosmarino, lambrusco e marsala. Una volta inseriti questi ingredienti, si deve cuocere il tutto per 25 minuti ed il gioco è fatto.

Slegate il filetto, tagliatelo a fette e servitelo coperto dalla sua salsa.

Come potete vedere, la rosa di Parma permette di gustare e conoscere tutti i sapori della città: il Prosciutto di Parma prodotto nella zona collinare, il Parmigiano Reggiano che già nel 1200-1300 aveva le caratteristiche odierne ed il Lambrusco che è un vino rosso frizzante con origini di oltre duemila anni.

Insomma la rosa di Parma, oltre che ad essere farcita con ingredienti pregiati è anche ricca di storia. Soffice al taglio, saporita al punto giusto, con un sugo “da scarpetta”.

La versione che vi propongo io poi è ancora più golosa. Perché?

Perché in questa Rosa di Parma troverete anche l’aggiunta di tartufo!!

Una volta assaggiata, non potrete più farne a meno.

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La pasta all’uovo

pasta_all_uovoFarina, uova, tavola e matterello… sono i semplici ingredienti ed attrezzature per fare la pasta fresca fatta a mano. L’arte di stendere la sfoglia non è solo un gesto familiare che ci riporta al passato, ma rappresenta anche uno dei tanti antichi mestieri che caratterizza il nostro patrimonio culturale alimentare.

 

Fare la pasta all’uovo è semplice e difficile allo stesso tempo. Facile per la preparazione: la forza nelle braccia e nelle mani per impastare, il giusto riposo della preparazione, la capacita di tirare la sfoglia, il taglio, a mano o a macchina a seconda delle capacita.
Difficile nella scelta e nel dosaggio degli ingredienti. Le reazioni della farina all’impasto possono differire a seconda della qualità e dell’origine della farina stessa.
Le uova, componente fondamentale, modificano sostanzialmente l’impasto a seconda del numero che ne viene impiegato a parità di farina certamente, ma anche della freschezza, delle dimensioni, della qualita`.

 

Le origini della pasta si perdono nella notte dei tempi

 

Le prime tracce della pasta emergono sotto forma di strumenti per la fabbricazione e la cottura, in una tomba etrusca. Già nei primi anni dopo Cristo il cuoco Apicio parla nel suo libro di cucina di qualcosa di simile alle lasagne e intorno all’anno Mille abbiamo la prima ricetta documentata di pasta, nel libro “De arte Coquinaria per vermicelli e maccaroni siciliani”, scritto da Martino Corno, cuoco del potente Patriarca di Aquileia. Di certo la pasta era ben conosciuta nei paesi arabi, dove ancora oggi si parla di “makkaroni”. Dai paesi arabi arrivò in Grecia e in Sicilia (allora colonia araba). Difatti Palermo è storicamente la prima vera capitale della pasta, perché qui si hanno le prime testimonianze storiche di produzione di pasta secca a livello artigianale-industriale.

 

La preparazione

 

La preparazione in casa della pasta fresca avviene impastando farina bianca tipo 0 o 00 e uova. Viene utilizzata per la preparazione di svariati formati di pasta, dalle tagliatelle, alle lasagne, alle paste ripiene, dai tagliolini, alle pappardelle a formati più piccoli per minestre in brodo.

Al giorno d’oggi, sono in pochi a fare la pasta in casa, anche se le moderne macchine impastatrici o le macchinette per stenderla e tagliarla hanno dato un nuovo stimolo alla produzione casalinga di questo alimento così semplice, ma gustoso e perfetto per ogni tipo di condimento e formato.

 

 

La pasta ripiena

 

La pasta ripiena è un tipo di pasta costituita da una sfoglia, all’uovo o meno, contenente ripieno a base di carne, pesce, verdura o formaggio.

La pasta ripiena è tradizionalmente diffusa in tutta l’Italia centro-settentrionale, ma è in special modo lungo la pianura padana che si sono sviluppate le specialità più note.

 

Cappelletti, tortelli e tortellini, ma anche ravioli, cannelloni e lasagne, un lungo nastro di sfoglia farcito di impasti e ripieni si snoda, mutando forme e sapori, lungo le 177 miglia romane che collegano Rimini a Piacenza. La via Emilia è stata nei secoli snodo e crocevia di culture diverse, luogo di contaminazioni culturali, ma anche culinarie. E la pasta ripiena, che qui presenta una varietà senza uguali, è la metafora di questa contaminazione: un’unica ispirazione ma tante declinazioni diverse.